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Il Wine&Taranta Fest coinvolgerà tutto il paese, ma il concerto e le attività principali saranno svolte in piazza Giordano Bruno (in foto dopo la fine del concerto dello scorso anno con Bennato) e l’adiacente Via Roma. Già l’anno scorso si è voluto valorizzare una parte storica del paese che non ha mai davvero goduto della giusta rilevanza, inoltre sappiamo di avere Giordano Bruno dalla nostra parte:

Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà, inattesa, improvvisa, proprio quando il potere si illuderà di avere vinto.

TEORA :   AMBIENTE ARTE CULTURA E TURISMO

Distrutto più volte da violenti terremoti il paese è stato ricostruito sull’ originaria posizione geografica, inglobando senza grosse fratture una rilevanza espansione edilizia, apartire da II dopoguerra.
Il nucleo antico di impianto medievale presentava, prima del sisma dell’ 80, una struttura omogenea e ben conservata che non aveva subito alternazion, nonostante i necessari interventi di ristrutturazione succedutisi nel tempo.Da un primitivo insediamento presanntico, nei pressi di una sorgente d’ acqua, secondo le diffuse consuetudini dei primitivi stanziamenti il paese, in età romana, si andò sviluppando verso l’ alto nel senso del Nord-Est, per ragioni di difesa.
Fu, comunque, nel primo medioevo che ebbe inizio l’ arrocamento vero e proprio, che, ampliando i sannitici vici, continuò a svilluparsi nel secondo medioevo, quando su tipico schema a fuso, attestato in gran parte dei centri medioevali, il paese si andò aggregando intorno a due poli,civile e religioso, Castello e Chiesa, con nuclei abitativi a base famigliare che, conformandosi alle curve naturali del terreno, adottarono la tipologia architettonica del lotto gotico.

Il paese, immutato nella sua originaria fisionomia, che delicatamente emergeva dallo sfondo del verde paesaggio collinare, fino al secondo dopo guerra, ha registrato in seguito e soprattutto dopo l’ultimo evento sismico, un notevole fenomeno di urbanesimo con conseguente espansione edilizia lungo le vie principali di acesso al centro urbano.Pertanto l’ armatura urbana si è estesa nella direzione Est-Sud –Ovest, massimamente più ampio e squadrato rispetto all’ originaria configurazione a “fuso”.
Da un punto di vista meramente artistico, alla data del sisma delll’ 80’, il paese conserva esempi anche notevoli di portali e facciate di palazzi signorili, incastonati in un succedersi di più modeste abitazioni, e uno straordinario, quanto irripetibile,gioco di archi e violetti che ne movimentavano la composizione architettonica.degni di rilievo erano anche alcune parole pittoriche conservate in chiese ed abitazioni private, come si dirà più avanti. L’architettura religiosa, distrutta o gravemente danneggiata nel corso dei secoli dei terremoti, conserva poche testimonianze delle lontane origini. In breve ecco l’elenco dei punti turistici più rilevanti:

Fontana del Monte La fontana, detta anche dei morti, ha origini assai lontane che si fanno risalire al XII secolo quando la chiesa di Conza fu indicata da papa Callisto II come necropoli benedetta e per la fontana transitavano i carri diretti a Conza per seppellire i cadaveri. La fontana, completamente rifatta nei secoli a seguire, si mostra oggi composta da una semplice struttura muraria rettangorlare realizzata con cornici regolari a cui si addossa una semplice vasca in pietra da cui fuoriescono tre bocche lapidee di forma circolare.

Ruderi Chiesa di San Nicola di Mira Non si conosce la data precisa di edificazione della chiesa poiché tutti gli atti andarono persi in un incendio nel 1690. Probabilmente la chiesa è stata più volte ricostruita sulle più remote tracce e realizzata, nella fisionomia giunta fino al 1980, nel XVI secolo. Per ben quattro volte la chiesa è stata distrutta da terremoti (1604, 1694, 1732, 1980). Oggi della maestosa struttura rimane soltanto un frammento spettrale della parete absidale, lo scheletro del settecentesco altare maggiore e le basi in pietra delle antiche colonne. Nella chiesa nuova, realizzata successivamente al sisma del 1980, sono conservati alcuni reperti, lignei e lapidei ed alcune tele, provenienti dalla distrutta chiesa e dalla Congrega dei Morti, anch’essa distrutta dal sisma del 1980.

Mulino Corona Situato ai margini del centro storico del paese, il mulino ad acqua appartenuto alla nobile famiglia Corona, accoglie i visitatori che provengono da nord-ovest. Una datazione certa della costruzione non è conosciuta ma si può, con buona approssimazione, collocare l’edificio alla fine del Settecento. L’attività del mulino si è conclusa negli anni cinquanta e il sisma del 23 novembre 1980 ha distrutto, poi, la parte centrale della costruzione.

Fontana lavatoio del piano Situata ad ovest del paese in località Tarantino, la costruzione in pietra chiara mostra un prospetto rettangolare suddiviso in tre zone da pilastri a fasce. L’acqua fuoriesce da cinque maschere in pietra per versarsi in tre vasche addossate alla parete. Nella zona retrostante della costruzione, sono situati lavatoi pubblici. Sul porticato di sinistra è incassata una lapide che risulta la più antica di Teora e fa riferimento al 1728, data in cui la fontana fu rifatta.

Pietra dei matrimoni civili La piazza Congrega è chiamata così per la presenza della cappella della Congrega. Un tempo, in quella piazzetta, vi era un tiglio all’ombra del quale era stato collocato un tavolo di pietra su cui venivano redatti atti pubblici ed il rito civile del matrimonio. Non si sa in qual tempo, il rito civile del matrimonio veniva celebrato all’aperto, in pubblico e su questa piazza; si sa, tuttavia la frase rituale, dialogata, che gli sposi recitavano a fine rito. Il tavolo è costituito da due pilastri di pietra con su una lastra spessa 20 cm. Pinacoteca Comunale Inaugurata nel 2012 è l’unica pinacoteca di arte moderna in Alta irpinia e ha già avuto modo di ospitare innumerevoli artisti, di fama regionale, ma anche nazionale. Ha ospitato fino al 28 Gennaio la mostra di Nunzio Di Stefano uno dei principali esponenti della nuova generazione di scultori. All’interno della Pinacoteca è presente la biblioteca comunale.

Belvedere Sono presenti diversi punti all’interno del paese dove poter ammirare la valle dell’ofanto e l’intero paese. Il paesaggio Teorese ha una peculiarità è infatti immerso nel verde dei boschi rigogliosi, solcato da strade strette e tortuose, è data da un insieme di nuclei urbani, sparsi tutt’intorno, per lo più arroccati sulle pendici o sulle sommità dei colli.

Informazioni elaborate da Pietro Sibilia (Delegato al Turismo e all’Ambiente del comune di Teora)